A te, sì dico proprio a te! A te che ti comporti come se fossi amico mio: peste ti colga!
Ché se io odio e lo dimostro apertamente sono più meritevole di te. Che stordisci il prossimo tuo con alito maleodorante di buoni propositi e di promesse spente. Che soffi al vento parole di cenere. Io voglio essere in grado di scegliere. Voglio amore pulsante, voglio piacere autentico. E farsi accompagnare da una creatura lungo una parte del proprio cammino deve includere questi turbamenti. Il piacere dell’hic et nunc, la magia vibrante e contorta dello specchio nello specchio: quanto l’ho cercata, quanto la sto cercando, per quanto ancora la cercherò! Il fruscio dei corpi inariditi che sbattono e si uncinano cercando invano di ricreare il calore unico dell’empatia mi ferisce i timpani, mi dà il voltastomaco.
Raminga e sola batto la strada, perché dalla comunione con il mondo ho deciso di aspettarmi un pizzico di autenticità.
Dicharazione d’intenti
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April 20, 2008 by natamuerta“Ogni volta che mi ritrovo sulla bocca una smorfia amara; ogni volta che nell’anima ho un novembre umido e stillante; quando mi sorprendo a sostare senza volerlo davanti a i magazzini di casse da morto, o ad accodarmi a tutti i funerali che incontro; e soprattutto quando l’ipocondrio riesce a dominarmi tanto, che solo un robusto principio morale può impedirmi di uscire deciso per strada e mettermi metodicamente a gettare in terra il cappello alla gente, allora mi rendo conto che è tempo di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un gran gesto filosofico Catone si butta sulla spada: io zitto zitto m’imbarco.”
[da Moby Dick di H. Melville, Ed. Garzanti]
Chiamatemi Ismaele!


