Dicharazione d’intenti

May 27, 2008 by natamuerta

A te, sì dico proprio a te! A te che ti comporti come se fossi amico mio: peste ti colga!
Ché se io odio e lo dimostro apertamente sono più meritevole di te. Che stordisci il prossimo tuo con alito maleodorante di buoni propositi e di promesse spente. Che soffi al vento parole di cenere. Io voglio essere in grado di scegliere. Voglio amore pulsante, voglio piacere autentico. E farsi accompagnare da una creatura lungo una parte del proprio cammino deve includere questi turbamenti. Il piacere dell’hic et nunc, la magia vibrante e contorta dello specchio nello specchio: quanto l’ho cercata, quanto la sto cercando, per quanto ancora la cercherò! Il fruscio dei corpi inariditi che sbattono e si uncinano cercando invano di ricreare il calore unico dell’empatia mi ferisce i timpani, mi dà il voltastomaco.
Raminga e sola batto la strada, perché dalla comunione con il mondo ho deciso di aspettarmi un pizzico di autenticità.

Let’s talk about daisies

May 6, 2008 by natamuerta

“Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale.”

Amor c’ha nullo amato amar perdona?

May 6, 2008 by natamuerta

“Sei più povero delle pietre In cui non vive alcun seme,Vuote d’amore in se stesse compiute…”
[Alba Florio, “Ultima striscia di cielo”]

Le occasioni

April 28, 2008 by natamuerta

M’imbarco

April 20, 2008 by natamuerta

“Ogni volta che mi ritrovo sulla bocca una smorfia amara; ogni volta che nell’anima ho un novembre umido e stillante; quando mi sorprendo a sostare senza volerlo davanti a i magazzini di casse da morto, o ad accodarmi a tutti i funerali che incontro; e soprattutto quando l’ipocondrio riesce a dominarmi tanto, che solo un robusto principio morale  può impedirmi di uscire deciso per strada e mettermi metodicamente a gettare in terra il cappello alla gente, allora mi rendo conto che è tempo di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un gran gesto filosofico Catone si butta sulla spada: io zitto zitto m’imbarco.”

[da Moby Dick di H. Melville, Ed. Garzanti]

Chiamatemi Ismaele!