A te, sì dico proprio a te! A te che ti comporti come se fossi amico mio: peste ti colga!
Ché se io odio e lo dimostro apertamente sono più meritevole di te. Che stordisci il prossimo tuo con alito maleodorante di buoni propositi e di promesse spente. Che soffi al vento parole di cenere. Io voglio essere in grado di scegliere. Voglio amore pulsante, voglio piacere autentico. E farsi accompagnare da una creatura lungo una parte del proprio cammino deve includere questi turbamenti. Il piacere dell’hic et nunc, la magia vibrante e contorta dello specchio nello specchio: quanto l’ho cercata, quanto la sto cercando, per quanto ancora la cercherò! Il fruscio dei corpi inariditi che sbattono e si uncinano cercando invano di ricreare il calore unico dell’empatia mi ferisce i timpani, mi dà il voltastomaco.
Raminga e sola batto la strada, perché dalla comunione con il mondo ho deciso di aspettarmi un pizzico di autenticità.


